Ritorno.
In casa,
solitudine
silenzio
che tocco,
odo.
Sento
me sola
me libera,
padrona del mio spazio
del mio tempo.
Felicità
a lungo agognata,
sensazione indefinibile
che palpo
sento
nutro.
In pochi
magici istanti
rinasco,
creatura nuova
di zecca
libera da scorie.
Mi scaglio
verso gli azzurri
infiniti,
i silenzi
i fiori celesti
che ho sempre
bramato.
Improvvise
le dure pareti,
fertile zolla,
li germogliano.
Ne spuntano
a migliaia.
Li colgo
li accolgo
li possiedo.
Odorosi
fragranti
ristoratori.
La mia nuova esistenza!