Dal grigiore del mondo,
puoi trarre
splendore e luccichio,
se vuoi.
Non per gioie
travolgenti e colossali,
ma per istanti felici,
procurati
dalle piccole cose.
Le strade della città
ti riservano
piaceri inattesi:
l’aroma del caffè
abbrustolito da poco
che può ridarti
speranza,
se sei disperato;
oppure la vista
di una superba spigola
sul banco del pescivendolo,
che ti fa pensare
al mare,
a tutti gli oceani del mondo,
all’incredibile varietà di vita
che li popola.
Ricordi l’incanto,
quando eri bambino,
di svegliarti
in un mondo strano,
silenzioso, azzurrognolo
e di scoprire che la neve
aveva coperto tutto?
Io ne sento ancora la magia.
Deliziosi sono
gli inizi di un viaggio:
prender posto
su un vagone deserto
o fare un primo
giro d’ispezione
sulla nave attraccata.
Ancor più bello
è tornare a casa
dopo una lunga assenza,
nell’istante in cui
apri la porta.
E quel momento soave
a teatro,
quando l’orchestra
sta ancora accordando
gli strumenti
e le luci della ribalta
sono già accese?
Sotto il sipario
s’intravede
un magico chiarore
che fa pensare
alla prospettiva immediata
d’incanti d’ogni genere.
Le piccole cose
che danno gioia:
un bimbo che ride,
qualcuno che suona
magistralmente il pianoforte
in una casa sconosciuta,
la vista
di un viso amico
tra la folla,
l’odore
di una polverosa
strada di campagna
dopo la pioggia.
Di tanto in tanto,
in qualche momento
di delizia,
se riesci a cogliere
questi istanti,
ti sentirai “grande”
fra
…le piccole cose.